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VIS à VIS – Consumatori & Mercato: cliniche dentali.

Oggi i consumatori incontrano DentalPro: parliamo di cliniche odontoiatriche (ed anche della chiusura dei centri DENTIX).
Domande su come funzionano questi centri?
Quali protocolli stanno adottando in questo momento?
Quali attenzioni bisogna attuare se ci rivolge alle cliniche dentali invece che ad un dentista libero professionista?

Crisi Gruppo Dentix

Centri odontoiatrici associati ANCOD pronti al dialogo con le Istituzioni, per minimizzare l’impatto negativo sui pazienti

ANCOD Associazione Nazionale Centri Odontoiatrici
ANCOD ha già chiesto un incontro al MISE e al Ministero della Salute, per manifestare la propria disponibilità a più livelli, in relazione alle criticità che stanno emergendo a causa degli studi e delle strutture odontoiatriche che non riusciranno a riaprire a seguito dell’emergenza COVID19.

Obbligo di iscrizione all’Ordine dove opera la struttura

Ad oggi non ci sono dati attendibili che indicano quanti degli attuali direttori sanitari, che prestano al loro opera di controllo e verifica nelle circa 5mila società odontoiatriche presenti sul territorio nazionale, dovranno presentare domanda di trasferimento dall’attuale Albo dove sono iscritti a quello dove la struttura opera per ottemperare a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2019.

Un obbligo che preoccupa ANCOD, l’associazione che riunisce le principali Catene odontoiatriche. Dei circa 800 centri odontoiatrici associati ANCOD dovranno presentare domanda di trasferimento oltre il 50% dei direttori sanitari, dice ad Odontoiatria33 il presidente ANCOD Michel Cohen (nella foto) che aggiunge.

“Siamo preoccupati degli illegittimi ostacoli burocratici e di moral suasion che stanno provando a fare o potrebbero fare gli Ordini locali nel trasferimento dell’iscritto. Come associazione monitoreremo con molta attenzione pronti a difenderci in ogni sede”.

Cohen che sulla nuova norma ribadisce quanto già ANCOD aveva detto subito dopo l’approvazione della legge di Bilancio, ed apre ad un dialogo con la CAO.
“I due emendamenti sono un grave attacco alla libera concorrenza, come del resto già dichiarato dall’Antitrust. Ci era stato promesso e proposto un tavolo di discussione aperto, mentre è stata fatta una legge illiberale e a nostro avviso lesiva della concorrenza. Rimaniamo pronti a collaborare con gli Ordini”.