Pubblicità sanitaria, il plauso di Ancod al commento AGCM

webevo/ aprile 29, 2019/ Selezione dalla Rassegna Stampa/ 0 comments

La pubblicità sanitaria, com’è regolamentata dalla legge di Bilancio 2019 (Legge 145/2018), non convince l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm). In pratica, secondo l’Antirust – così si legge nel Bollettino 1 aprile 2019 Agcm – le disposizioni sulla pubblicità sanitaria e quelle sul direttore sanitario delle cliniche odontoiatriche hanno introdotto vincoli ingiustificati sia alla libera concorrenza, sia all’esercizio dell’attività di direttore sanitario.

“Ho appreso con soddisfazione questa notizia”, dice Michel Cohen, presidente di Ancod, “perché le disposizioni sulla pubblicità sanitaria, come ho più volte dichiarato, sanciscono un dietro front rispetto agli interventi di liberalizzazione del settore che si sono susseguiti negli anni”.

Il comma 525 della legge di Bilancio prevede che il messaggio pubblicitario garantisca, tra le altre cose, la “sicurezza dei trattamenti sanitari”, ma “tale concetto”, dice Cohen, “è stato giustamente considerato troppo vago dall’Agcm che ha evidenziato come tale vaghezza sia suscettibile di strumentalizzazione da parte degli Ordini, attraverso il reinserimento di restrizioni alla concorrenza in violazione della riforma Bersani (Legge 248/2006)”.

La legge sulla pubblicità sanitaria, troppo restrittiva
“Con l’approvazione della legge di Bilancio 2019, contenente le disposizioni sulla pubblicità sanitaria”, afferma il presidente di Ancod, “il legislatore non garantisce maggiore sicurezza delle cure – che comunque non ha nulla a che vedere con la pubblicità sanitaria – ma ha soltanto posto un vincolo alla libera concorrenza e all’esercizio di una professione regolamentata. Proprio per tale motivo le norme in oggetto sembrano in netto contrasto con il dettato costituzionale e con la normativa europea”.

La speranza di Ancod
“Speriamo che ora il Parlamento modifichi quanto prima la norma”, dice Cohen, “diversamente si correrebbe il rischio di ledere diritti fondamentali e incorrere in un contenzioso senza fine”.

Per il resto, Ancod, che aderisce all’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria(Iap) e ha già elaborato delle linee guida sulla pubblicità sanitaria, intende lavorare con gli Ordini nel massimo spirito collaborativo e “poiché la nostra associazione rappresenta circa il 10% del mondo odontoiatrico italiano”, conclude Cohen, “ho chiesto di poter partecipare al tavolo di lavoro sulla questione avviato dagli Ordini: mi aspetto pertanto una pronta risposta”.